Cosa si intende per economia circolare?

La maggior parte delle persone associa l’economia circolare alla raccolta differenziata e al riciclo dei rifiuti.

Alcuni pensano che l’economia circolare più che rivoluzionaria sia vintage, dato che in sostanza veniva pratica dai nostri nonni ai tempi in cui non si buttava via niente e si recuperava tutto. 

Ma l’economia circolare non è solo questo. E’ molto di più. Ed è molto più affascinante.

Si può affermare che l’economia circolare rappresenta l’esatto contrario dell’approccio economico e produttivo attualmente dominante, ossia dell’economia lineare. 

Nell’economia lineare, le risorse entrano nei processi produttivi, vengono trasformate in prodotti e servizi che al termine del loro ciclo di vita diventano, almeno in parte, scarti da smaltire. Quanto sia annoso il problema della gestione degli scarti, sia per chi li produce sia per la nostra biosfera, ormai è risaputo. Estrai, produci, usa, getta. Questi sono i passaggi classici dell’economica lineare.

L’approccio di economia circolare, invece, si fonda su un modello di produzione e consumo che mira a preservare e gestire le risorse naturali, che vengono sì estratte, che entrano sì in un processo produttivo per essere trasformate in prodotti e servizi, ma che al termine del loro ciclo vitale danno origine non a scarti da smaltire bensì a nuove risorse per un nuovo, e potenzialmente diverso, processo produttivo.

La novità, potente e rivoluzionaria rispetto all’approccio lineare, sta nel considerare e trattare il residuo del prodotto come una vera e propria risorsa ad alto valore aggiunto, “estratta” da un precedente processo produttivo, che dà vita a nuovi prodotti e servizi, nel medesimo processo produttivo o in un diverso processo.

L’economia circolare altro non è, quindi, che un modello economico in grado di autogenerarsi e autoalimentarsi. Il che non è poca roba se pensiamo che uno dei grandi crucci del nostro tempo è la scarsità delle risorse naturali. Tutti abbiamo sentito parlare dell’“Earth Overshoot Day”, il giorno in cui si calcola che la domanda di risorse da parte del genere umano ecceda quanto la Terra sia in grado di rigenerare durante tutto l’anno. Ebbene, nel 2019 questa data è stata calcolata al 29 luglio. Ciò significa che a partire dal 30 luglio abbiamo iniziato ad erodere il tesoretto di risorse che il pianeta ha a disposizione. Come disse William Ruckelshaus, primo amministratore dell’Agenzia per la protezione ambientale degli USA, la natura ci fornisce un pranzo gratis, ma solo se controlliamo i nostri appetiti.


Come rendere possibile l’approccio di economia circolare? 

Per mettere a terra questo nuovo paradigma economico-produttivo, per quanto riguarda l’industria, è necessario partire dal design del prodotto che, già nella fase di progettazione, deve essere pensato per poter essere riutilizzato in tutte le sue parti. Detto in economia circolarese, il prodotto va progettato fin dall’inizio per poter essere di nuovo “materia prima”. Il che necessita di una buona dose di creatività ed ingegno, anche per quanto riguarda lo sviluppo di tecnologie e metodologie innovative che consentano di realizzare nuovi materiali e, tramite questi, di produrre beni e prodotti più durevoli e riciclabili con un minor consumo di risorse. 

Sembra impossibile? Allora sappiate che i brand dell’alta moda stanno già utilizzando un nuovo tipo di filato, realizzato a partire dalle bucce delle arance, scarto delle spremiture.

Ma questo ve lo racconteremo nei prossimi articoli. Stay tuned.

 

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