Un esempio di economia circolare: il legno della Tempesta Vaia

Per capire cosa è l’economia circolare basta prendere in considerazione qualche esempio concreto. Le passeggiate tra le valli e le vette del Trentino hanno in serbo la scoperta di interessanti casi di economia circolare e di resilienza, oltre che della magnificenza della Natura.

La Tempesta Vaia

Tutti ricordiamo la tempesta Vaia, che nella notte tra il 28 e il 29 ottobre di circa due anni fa spazzò via circa 42 milioni di alberi sulle Dolomiti. Ancora oggi, passeggiando nei boschi delle valli colpite, è possibile vedere i segni della furia dell’uragano. Intere strisce di bosco completamente rade. Alberi divelti sui pendii, con il capo chino, in attesa che qualcuno renda loro giustizia per lo scempio subito. Si tratta peraltro di legname in cattive condizioni, frastagliato, squarciato, non utilizzabile per opere di grandi dimensioni. Oltre al disastro ambientale, un bel problema per l’economia locale basata sul commercio e sulla lavorazione del legno!

Cosa fare di tutto questo legname a terra?

La risposta deve necessariamente contribuire al recupero e alla valorizzazione di risorse naturali che andrebbero altrimenti perdute. Nell’ottica dell’economia circolare infatti gli scarti hanno valore e vengono reinseriti nel sistema produttivo per creare nuovi oggetti e nuove risorse.

Soluzioni circolari

Una prima idea è arrivata dall’Emilia Romagna con il piano per l’utilizzo del cippato di legno, cioè di scaglie di pochi millimetri che si ottengono triturando i tronchi, come combustibile per centrali termoelettriche a biomasse nei pressi di Ravenna e di Modena.

Il cippato di legno è utilizzato anche nell’ambito del progetto di ricerca “SnowRESolution”. In questo caso, un impianto di tri-generazione è in grado di produrre simultaneamente energia elettrica, energia termica per il riscaldamento ed energia frigorifera sotto forma di neve. In altre parole, il legno si trasforma in neve per la felicità degli sciatori!

Un’altra idea, molto creativa, è di alcuni giovani trentini che fondano una start up con lo stesso nome della tempesta: Vaia. L’azienda produce piccole ed essenziali casse di risonanza per gli smartphone a partire dal legno di abete e di larice recuperato dagli alberi sradicati. Le casse, semplici cubi di massello, permettono la propagazione naturale dei suoni senza l’impiego di energia. A tale progetto prendono parte i boscaioli, le segherie e i falegnami locali per far sì che i benefici sociali ed economici ricadono direttamente a favore delle comunità colpite dalla tempesta.

A partire dagli “scarti” causati da una calamità naturale si producono energia, neve e casse di risonanza! Quali altri utilizzi potrebbe avere il legno degli alberi abbattuti dalle tempeste di tutto il mondo?

 

La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.
(Charles R. Swindoll)

 

Per approfondire cosa si intende per economia circolare leggi: https://getitcircular.eu/index.php/2020/01/19/cosa-si-intende-per-economia-circolare/

Per conoscere di più il progetto della start up che produce casse di risonanza con il legno degli abeti e dei larici abbattuti: https://www.vaiawood.eu/

 

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